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Finalmente Office 2010, ma non per tutti…

Poteva, Microsoft, rilasciare un prodotto tanto atteso quanto apparentemente rivoluzionario senza tirarsi dietro critiche e perplessità? Evidentemente no…

E venne il giorno di Office 2010: nuove funzionalità, migliore usabilità, ma, soprattutto, accompagnato da una versione gratuita e fruibile via web!!! Si…se hai un account Windows Live! e, soprattutto, se utilizzi un sistema operativo Windows. L’applicazione che permette l’utilizzo della versione cloud del famosissimo strumento di produttività, infatti, esiste solo per i sistemi operativi prodotti a Redmond.

Se l’idea è quella di contrastare Google Docs (ma non solo lui), sempre più utilizzato come prodotto alternativo, fruibile attraverso un comune browser, alle tradizionali piattaforme Client (Microsoft Office, appunto, ma anche Sun OpenOffice, Lotus Symphony e Apple iWork), bhe, caro Ballmer, questa non è la strada migliore.

Tagliare fuori tutti gli utenti di sistemi operativi alternativi (OSX, linux e, prossimamente, Chrome OS) non sembra, almeno in apparenza, una mossa astutissima…vedremo.

Per non lasciare nulla al caso, insieme alla nuova versione di Office, arriva anche una rivisitazione dell’Office Live Workspace che, da oggi, diventa Windows Live SkyDrive e che dovrebbe garantire 25GB di spazio ad ogni utente; non male…

Peccato che molti siano obbligati ad utilizzare Google Docs, Zoho o altri strumenti on-line.

Il miglior supporto tecnico? Quello di Apple!

MacBook ProQuesto è quello che accade quando la stessa azienda si preoccupa di produrre hardware, sistema operativo e porzioni importanti di software. A Dell il premio per il maggiore numero di PC desktop prodotti; a Lenovo quello per i laptop.

Secondo il report presentato da Consumer Reports, infatti, sembra che:

  • Apple abbia superato i contendenti sia per quanto riguarda l’assistenza su computer da scrivania che su portatili
  • Dell e Lenovo si siano aggiudicati il titolo di miglior venditore rispettivamente di Desktop e portatili
  • Acer sia tra i peggiori quando si tratta di risolvere i problemi degli utenti

Chiaramente le colpe vano un po’ distribuite: quando si acquista un iMac o un MacBook Apple deve preoccuparsi di far girare bene le proprie applicazioni su sistemi hardware che conosce perfettamente; non è detto che Acer possa garantire ai propri clienti la stessa disponibilità di Microsoft a verificare il proprio software su tutti i possibili componenti disponibili sul mercato…certo, poi, Dell, Fujitsu ed in parte anche HP dovrebbero avere problemi molto simili.

Questo quindi non giustifica l’incapacità del supporto Acer di risolvere anche i problemi legati al proprio hardware!

Secondo quanto emerge dal sondaggio già citato, quindi, piuttosto che rivolgersi ad Acer, sembra convenga ingegnarsi ed assemblare un PC autonomamente…salvo poi dover combattere con incompatibilità varie e alchemiche disfunzioni della nostra versione Windows preferita…

Consiglio: installiamo linux!

Microsoft dismette Fast Enterprise Search per Linux e Unix

Microsoft Fast ESPSembrava quasi un sogno che, dopo l’acquisto del noto motore di ricerca, Il gigante di Redmond continuasse a supportare anche i sistemi operativi diversi dal proprio…ed infatti, come tutti i sogni, è durato poco.

Secondo quanto riportato sul blog del CTO di Fast, Bjorn Olstad, infatti, la prossima release del noto motore di ricerca sarà l’ultima disponibile anche per Linux e Unix.

I successivi rilasci saranno dedicati solo ai sistemi operativi Windows. E…tutti quelli che hanno scelto Fast ESP proprio perché garantiva prestazione di classe enterprise anche su piattaforme Open Source? Non mi sembra una mossa particolarmente gradevole.

La speranza di chi, come il sottoscritto, si ritrova a combattere ogni giorno con FAST, è che quanto meno non venga soppresso anche il supporto per i prodotti già in esercizio.

FAST è un buon prodotto, con funzionalità superiori a quelle generalmete offerte dalla concorrenza (Google inclusa) ma con alcuni piccoli ma non trascurabili difetti.

Il sistema è composto da numerosi servizi, quasi tutti in grado di garantire l’alta disponibilità e, in alcuni casi, il bilanciamento di carico…tranne l’amministrazione che deve necessariamente girare su un server singolo. La licenza software ad esso collegata è generata tenendo conto del MAC address della scheda di rete e non è, quindi, riutilizzabile su altri server in caso di fault. A mio avviso un pesante difetto di progettazione. Mi rifiuto di credere che sia una scelta consapevole e ragionata.

Per poter dormire tranquilli abbiamo deciso di installare i servizi di amministrazione su un server virtuale in modo da poterlo ripristinare rapidamente in caso di fault del server fisico. La soluzione per il momento sembra funzionare ma …chissà per quanto ancora…

Il nuovo sito di Bill Gates su linux?

Bill Gates

Alcune notizie sono troppo belle per essere vere…e questa ne è un esempio perfetto…

Alcuni molto ben informati hanno diffuso, infatti, una voce secondo la quale, il nuovo blog del (personaggio che ha contribuito largamente alla diffusione dei PC, nonchè) fondatore di Microsoft, sarebbe ospitato su macchine con sistema operativo linux.

Una cosa del genere era già accaduta in passato, e, già in passato fu semplice smentire…così come oggi.

Basta un veloce test (nslookup + Netcraft) per chiarire che The Gates Notes utilizza il servizio CDN di Akamai. Proprio i server di Akamai, utilizzato per velocizzare la fruizione dei contenuti e per difendersi da possibili attacchi DDoS, forniscono l’illusione che Il sito di Bill giri su sistemi Linux…ma proprio di illusione si tratta, visto che, leggendo meglio, ci si rende conto che il webserver che risponde è un Microsoft-IIS/7.0, che difficilmente può essere eseguito su una macchina con sistema operativo GNU.

Akamai, notoriamente, utilizza macchine linux e…bhe, pensare che Bill Gates possa utilizzare un sistema operativo diverso da Windows è tanto probabile quanto incontrarlo ad una conferenza Microsoft con un MackBook e un iPod :-)

Disponibile la nuova patch di sicurezza per IE6…e non solo…

Internet ExplorerMicrosoft ha rilasciato, come già anticipato nei giorni scorsi, una patch per sanare la vulnerabilità recentemente scoperta e di cui si è tanto parlato, anche come possibile origine dell’intrusione cinese perpretata ai danni di Google.

Sembra però che il nuovo rilascio non contenga solo patch per Internet Explorer 6 ma anche alcune relative alle versioni dalla 5 alla 8, oltre ad altri piccoli (?!?) fix…per un totale di 22 correzioni!

Redmond consiglia l’installazione urgente dell’aggiornamento per tutti i sistemi Windows 2000, XP, Vista, 7, Server 2003, e Server 2008…Chi ha l’Xbox può stare tranquilo, insomma…

Gli aggiornamenti sono disponibili tramite Windows Update o sul sito ufficiale Microsoft.

C’è da chiedersi: perché ci si ostina ad utilizzare prodotti Microsoft nonostante la disponibilità di alternative migliori?