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Alex, il nuovo PC facile da usare: come un frigorifero!

Broadband Computer CompanyQuesto è quanto promette uno dei fondatori dell’azienda che, da poco, ha iniziato la distribuzione del nuovo computer portatile.

L’idea nasce da una riflessione tanto semplice quanto interessante: i pc sono generalmente utilizzati da due fasce ben distinte di utenti; la prima, composta da smanettoni e professionisti; la seconda da tutti quelli che hanno bisogno di uno strumento per utilizzare servizi internet (ricercare informazioni, scambiare messaggi di posta elettronica, etc, etc…) ma che ignorano (per cultura o per scelta) come funziona un computer e le sue eventuali potenzialità.

Alex si propone a questa seconda fascia di utenti, presentando un’interfaccia semplice di accesso ai tool maggiormente utilizzati: Internet, posta, foto, documenti.

Il sistema operativo, basato su linux, è stato trasformato in un software che, secondo quanto riportato dai produttori, dovrebbe garantire facilità d’uso, sicurezza e nessun tipo di manutenzione.

Non sarà facile scontrarsi contro Microsoft…ma le premesse sembrano buone: Harry Drnec, cofondtore della Broadband Computer Company, è infatti l’artefice del miracolo che ha permesso a RedBull di competere con CocaCola.

Software Antiscippo

preyprojectAbbiamo già affrontato il problema della sicurezza delle abitazioni; uno dei timori principali è quello, una volta tornati a casa, di non trovare più il nostro amato computer (magari portatile)…e tutti i dati (foto, mp3, password, etc) in esso contenuti.

Come limitare i danni?

Il backup, in questi casi, è sicuramente il nostro migliore amico, ma, soprattutto per quanta riguarda i contenuti multimediali, potrebbe non essere agevole salvare tutto su disco esterno e portarlo sempre con se.

Un’alternativa è sicuramente il disco di rete (DropBox o cloni), ma con costi notevoli se decidiamo di utilizzarlo per divX ed mp3.

Preyproject affronta il problema da un punto di vista diverso. Qualcuno sta usando il nostro PC (dimenticato al Pub, ieri sera, dopo la quinta birra, o che non abbiamo più trovato in casa, dopo il furto): un software difficile da rintracciare tra i processi in esecuzione provvederà ad inviarci rapporti dettagliati sulle operazioni fatte, sulla posizione geografica nonché la foto dell’incosapevole fraudolento utilizzatore!!!

Chiaramente non è la soluzione. Basta formattare il disco per evitare inconvenienti di questo tipo…

Microsoft Mac Office 2011

Microsoft Mac Office 2011Nei giorni scorsi Microsoft a presentato la nuova versione della suite di prodotti per Mac OSX:Le novità del più diffuso, utilizzato e conosciuto software di produttività sembrano diverse ed interessanti.

Le principali sono forse quelle che riguardano la collaborazione ed il supporto per Outlook.

Procediamo con ordine…

Mac Office 2011 includerà, come richiesto da molti utilizzatori, la possibilità di collaborare alla creazione e alla manutenzione dei singoli documenti anche attraverso Twetter e Facebook, sfruttando le tipiche funzione dei Social Network: aggiornamento degli stati in real-time, avvisi, etc…

Altra funzione interessante è quella che garantirà, agli utenti di Office 2010 la connessione diretta alle Office Web Apps, il nuovo sistema di Cloud Computing Microsoft che permette la manipolazione dei file Office direttamente sul Web e che dovrebbe vedere la luce verso giugno.

In fine, Outlook. Dopo anni di inutili attese e disattese speranze, la nuova versione di Office per Mac OSX includerà il popolare client di posta elettronica…sarà un vantaggio? In molti reputano questa una scelta interessante, più per il marketing che per l’utente, che, su Mac, può già contare su Mail, uno strumento leggero e potente.

Mac Office 2011 dovrebbe essere disponibile entro la fine del 2010, anche se Microsoft non ha specificato ulteriori dettagli sulla data di rilascio…

Aspettiamo…oppure no :-)

Microsoft dismette Fast Enterprise Search per Linux e Unix

Microsoft Fast ESPSembrava quasi un sogno che, dopo l’acquisto del noto motore di ricerca, Il gigante di Redmond continuasse a supportare anche i sistemi operativi diversi dal proprio…ed infatti, come tutti i sogni, è durato poco.

Secondo quanto riportato sul blog del CTO di Fast, Bjorn Olstad, infatti, la prossima release del noto motore di ricerca sarà l’ultima disponibile anche per Linux e Unix.

I successivi rilasci saranno dedicati solo ai sistemi operativi Windows. E…tutti quelli che hanno scelto Fast ESP proprio perché garantiva prestazione di classe enterprise anche su piattaforme Open Source? Non mi sembra una mossa particolarmente gradevole.

La speranza di chi, come il sottoscritto, si ritrova a combattere ogni giorno con FAST, è che quanto meno non venga soppresso anche il supporto per i prodotti già in esercizio.

FAST è un buon prodotto, con funzionalità superiori a quelle generalmete offerte dalla concorrenza (Google inclusa) ma con alcuni piccoli ma non trascurabili difetti.

Il sistema è composto da numerosi servizi, quasi tutti in grado di garantire l’alta disponibilità e, in alcuni casi, il bilanciamento di carico…tranne l’amministrazione che deve necessariamente girare su un server singolo. La licenza software ad esso collegata è generata tenendo conto del MAC address della scheda di rete e non è, quindi, riutilizzabile su altri server in caso di fault. A mio avviso un pesante difetto di progettazione. Mi rifiuto di credere che sia una scelta consapevole e ragionata.

Per poter dormire tranquilli abbiamo deciso di installare i servizi di amministrazione su un server virtuale in modo da poterlo ripristinare rapidamente in caso di fault del server fisico. La soluzione per il momento sembra funzionare ma …chissà per quanto ancora…

Videosorveglianza fai-da-te

Tentativo di scassoCapita spesso di tornare a casa e trovare sgradite sorprese.

Alcuni mesi fa, dopo una lunga e faticosa (si fa per dire) giornata di lavoro, passata a litigare con scatole di metallo con il cuore di silicio, torno casa e, pulendo le scarpe sullo zerbino, sento qualcosa di inusuale. Sposto il tappetino e sotto trovo una piccola scheggia di legno…da dove può essere uscita? Sicuramente non dal tappetino, ne dal pianerottolo del mio appartamento…

Guardo meglio: c’è uno strano graffio sulla porta…all’altezza della serratura (con cilindro europeo); smonto la mascherina e scopro che la scheggia proviene dalla porzione di legno che circonda il cilindro della serratura. Avevano provato ad aprire la porta, senza riuscirci…fortunatamente.

Chiamo il tecnico della porta blindata che mi consiglia di cambiare il blocchetto, ormai manomesso, con uno nuovo e di più recente progettazione e, quindi, più sicuro, insieme ad un rinforzo in acciaio nella porta, di supporto alla serratura. Accetto, nonostante la spesa…

Passano 8 giorni e…nuova sorpresa. Questa volta hanno avuto molto più tempo ma, grazie al nuovo blocchetto, il medesimo risultato del tentativo precedente.

Questa volta, oltre a cambiare nuovamente il cilindro il tecnico installa anche una seconda serratura.

Ma, non c’è 2 senza 3…e mi decido a fare qualcosa che da parecchio avevo in mente: installare un paio di webcam, dentro casa.

Dentro casa, non fuori, per non spingere eventuali male intenzionati, a pensar di poter trovare chissà quali tesori nel mio appartamento.

Il sistema è abbastanza semplice: 2 webcam (una built-in nel mio iMac, l’altra Wi-Fi, acquistata per circa 130€ e puntata proprio verso la porta d’ingresso) ed un software per videosorveglianza.

Non mi soffermerò a descrivere  il setup e la configurazione del software ma mi limiterò a suggerire un paio di alternative per Mac OSX, visto che, quando è servito a me, ho dovuto penare non poco per trovare qualcosa di decente.

Il primo software, quello che utilizzo ancora oggi, è SecuritySpy, prodotto da BenSoftware: completo e semplice da utilizzare, supporta moltissimi device ed è in grado di monitorare più telecamere contemporaneamente (a partire da circa 35€).

Il secondo, invece, in beta fino a pochi giorni fa, è gratuito nella versione standard che supporta una sola telecamera, ma altrettanto completo ed intuitivo: vitamin d.

Fortunatamente, il sistema di videosorveglianza fai-da-te non è, per il momento, servito a molto ma, collegato ad uno stereo e configurato per inviare via email le immagini catturate, mi permette di uscire di casa (e soprattutto di rientrare) un po’ meno preoccupato…