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Finalmente Office 2010, ma non per tutti…

Poteva, Microsoft, rilasciare un prodotto tanto atteso quanto apparentemente rivoluzionario senza tirarsi dietro critiche e perplessità? Evidentemente no…

E venne il giorno di Office 2010: nuove funzionalità, migliore usabilità, ma, soprattutto, accompagnato da una versione gratuita e fruibile via web!!! Si…se hai un account Windows Live! e, soprattutto, se utilizzi un sistema operativo Windows. L’applicazione che permette l’utilizzo della versione cloud del famosissimo strumento di produttività, infatti, esiste solo per i sistemi operativi prodotti a Redmond.

Se l’idea è quella di contrastare Google Docs (ma non solo lui), sempre più utilizzato come prodotto alternativo, fruibile attraverso un comune browser, alle tradizionali piattaforme Client (Microsoft Office, appunto, ma anche Sun OpenOffice, Lotus Symphony e Apple iWork), bhe, caro Ballmer, questa non è la strada migliore.

Tagliare fuori tutti gli utenti di sistemi operativi alternativi (OSX, linux e, prossimamente, Chrome OS) non sembra, almeno in apparenza, una mossa astutissima…vedremo.

Per non lasciare nulla al caso, insieme alla nuova versione di Office, arriva anche una rivisitazione dell’Office Live Workspace che, da oggi, diventa Windows Live SkyDrive e che dovrebbe garantire 25GB di spazio ad ogni utente; non male…

Peccato che molti siano obbligati ad utilizzare Google Docs, Zoho o altri strumenti on-line.

EuroDNS…che disastro!

I sistemi che ospitano servizi a pagamento non dovrebbero mai smettere di funzionare..ma qualche volta accade l’inimmaginabile e qualcosa si rompe.

Per molti (soprattutto per le aziende che basano il proprio business, la propria sopravvivenza su questi servizi) inizia il dramma.

Alcuni anni fa ci saremmo sorpresi se il sito istituzionale del nostro service provider preferito o il forum di supporto dello stesso, avesse omesso di segnalare un malfunzionamento dei servizi offerti. Poi sono arrivati i blog e, ultimamente, social network (facebook) e micro blogging (twitter). Possibile che per sapere che c’è un problema (ma naturalmente nn quale!) sia ancora necessario chiamare un numero di telefono che poi, risponde una volta in francese, un’altra in inglese, e la terza nuovamente in francese?

Prima telefonata, ore 10.00:

Io: Salve, i nostri domini non vengono più risolti…è successo qualcosa?

EuroDNS: forse…stiamo verificando, ne sapremo di più tra 2 o 3 ore.

…mh…tra 2 o 3 ore?!?! bah

Seconda telefonata, 0re 11:00:

Io: Ok…c’è sicuramente un problema…ho tutti i siti irraggiungibili…cos’è successo???

EuroDNS: I tecnici stanno risolvendo. Tutto dovrebbe tornare a funzionare per le 13.00.

mh…ok, almeno un orario preciso da comunicare alla dirigenza (inca$$ata e petulante)

Terza telefonata: 12.30:

Io: hey…sembra tutto risolto…vero? cos’è successo?

EuroDNS: si…il guasto è stato riparato.

ok…bene…ma…quale guasto? cos’è successo? è esploso il datacenter? Com’è possibile che tutti i domini registrati presso EuroDNS siano scomparsi improvvisamente dalla faccia della terra???

Qualche ora dopo un messaggio su Twitter, nascosto tra tonnellate di “I’m sorry” and “I apologize”, annuncia la pubblicazione di un chiarimento su una pagina del sito del provider:

If you have been affected by connectivity problems this morning, please read here: http://www.eurodns.com/alerts/view/20

Domanda numero uno: qualcuno ha avuto l’onore di scampare il disastro?

Domanda numero due: esiste una sezione “alerts” del sito?

Domanda numero tre: …perchè ca$$o non la usate?!? e perchè non è linkato da nessuna parte???

Chiaramente, a questo punto, vediamo cosa dicono…dopo oltre 4 ore di disservizio, ne hanno avuto di tempo per elaborare una scusa credibile…no?

Evidentemente no:

This was due to a hardware failure of one member of our main cluster database, which caused tables corruptions and faulty replication to our distributed DNS platform.

Non conoscendo i dettagli dell’architettura di EuroDNS, chiaramente nn è possibile giudicare ne immaginare cosa possa essere accaduto; ma certo che:

  • a cosa serve un cluster se, alla rottura di uno dei server che lo compongono si ferma tutto?
  • è plausibile che la rottura di un nodo causi, sul nodo stesso, la corruzione delle tabelle…ma non sugli altri nodi!!!
  • il sistema di replica ha propagato il problema sugli altri nodi? buffoni!!!!

Ok…preferisco pensare che abbiate fatto una ca$$ata e che non abbiate avuto il coraggio di ammetterlo, piuttosto che credere che centinaia di siti gestiti dall’azienda per cui lavoro siano rimasti inattivi per 4 ore a causa di un’architettura da peracottari!

Microsoft dismette Fast Enterprise Search per Linux e Unix

Microsoft Fast ESPSembrava quasi un sogno che, dopo l’acquisto del noto motore di ricerca, Il gigante di Redmond continuasse a supportare anche i sistemi operativi diversi dal proprio…ed infatti, come tutti i sogni, è durato poco.

Secondo quanto riportato sul blog del CTO di Fast, Bjorn Olstad, infatti, la prossima release del noto motore di ricerca sarà l’ultima disponibile anche per Linux e Unix.

I successivi rilasci saranno dedicati solo ai sistemi operativi Windows. E…tutti quelli che hanno scelto Fast ESP proprio perché garantiva prestazione di classe enterprise anche su piattaforme Open Source? Non mi sembra una mossa particolarmente gradevole.

La speranza di chi, come il sottoscritto, si ritrova a combattere ogni giorno con FAST, è che quanto meno non venga soppresso anche il supporto per i prodotti già in esercizio.

FAST è un buon prodotto, con funzionalità superiori a quelle generalmete offerte dalla concorrenza (Google inclusa) ma con alcuni piccoli ma non trascurabili difetti.

Il sistema è composto da numerosi servizi, quasi tutti in grado di garantire l’alta disponibilità e, in alcuni casi, il bilanciamento di carico…tranne l’amministrazione che deve necessariamente girare su un server singolo. La licenza software ad esso collegata è generata tenendo conto del MAC address della scheda di rete e non è, quindi, riutilizzabile su altri server in caso di fault. A mio avviso un pesante difetto di progettazione. Mi rifiuto di credere che sia una scelta consapevole e ragionata.

Per poter dormire tranquilli abbiamo deciso di installare i servizi di amministrazione su un server virtuale in modo da poterlo ripristinare rapidamente in caso di fault del server fisico. La soluzione per il momento sembra funzionare ma …chissà per quanto ancora…

Windows 7, gli utenti protestano: divora la batteria

Windows vs UbuntuIl nuovo sistema operativo Microsoft è un vero sprecone, in termini di consumo energetico, secondo quanto sostengono gli utenti.

Sembra, infatti, che Windows 7 prosciughi le batterie dei portatili con una rapidità mai vista prima.

Alcuni utenti segnalano, inoltre, falsi avvisi sullo stato della carica, anche subito dopo aver disconnesso il laptop dalla rete elettrica.

Non è una novità, in realtà…sono circa 8 mesi che si attende una patch da Microsoft.

Qualcuno, stanco dell’attesa, comincia ad abbandonare Windows 7 per meno pretenziosi ma più evoluti sistemi operativi: Ubuntu 9.10 su tutti.

Bene!

Il supporto MS rispponde comunque che il malfunzionamento è sostto analisi e che è attivo un canale comune con i produttori di Hardware per scoprire le cause del problema.