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Che fine ha fatto l’immagine di sfondo sulla pagina di ricerca di Google?

Alcuni giorni fa, per poche ore, sul popolare motore di ricerca, da sempre bandiera della cultura minimalista, è comparsa una inattesa e controversa novità: un’immagine di sfondo!

Tipo quella utilizzata da Bing? No…proprio quella! …o meglio, con caratteristiche molto simili.

Le differenze? La soluzione di Bing sembra  studiata, quella di Google, molto meno…in alcuni casi rendeva impossibile distinguere il  testo!

Dopo alcune ore di insulti e risentimenti, Google ha deciso di ripristinare la versione originale della sua pagina di ricerca, ufficialmente per un bug…

…un bug? nel codice (html, javascript o css) necessario per mostrare un’immagine di sfondo?

ahahahah

Microsoft, da parte sua, non si è lasciata scappare l’occasione per affondare il coltello nella piaga, una volta tanto, in maniera molto divertente e sfruttando una tecnologia non sua.

Commodore: la rinascita

Il marchio Commodore non può che suscitare emozioni a chi, proprio negli anni in cui i prodotti migliori del marchio statunitense garantivano performance e grafica eccezionali se confrontati con i neonati PC, si accostava al mondo dell’informatica.

Come dimenticare il leggendario Vic 20, il meraviglioso Commodore 64 e i vari modelli Amiga che si sono susseguiti negli anni, a partire dal glorioso Amiga 500?

L’Amiga 500!!! Aveva già un sistema operativo dotato di interfaccia grafica a finestre quando Bill Gates ancora cercava un modo per sfruttare i 4 colori disponibile sulle schede grafiche EGA di cui erano dotati i 286 dell’epoca! …e che sonoro!!! Processori dedicati all’audio e alla grafica; una vera rivoluzione.

Per molti anni la Commodore è rimasta solo un vecchio romantico ricordo…

Ma dalle sue ceneri sembra essere finalmente risorta: commodoreusa.net propone nuovi modelli, disponibili con sistemi operativi Microsoft, Linux ed Apple.

Il concetto è sempre lo stesso: tutto è ben nascosto sotto la tastiera…o meglio, la tastiera è il PC stesso…una sorta di portatile senza monitor, insomma…

Certo, il design potrebbe essere un pò più curato, soprattutto se si pensa ai gioielli prodotti da Steve Jobs, ma sicuramente piaceranno agli amanti dello stile retrò anni ’80.

I nuovi modelli si chiamano Phoenix (con processore a 64 bit), Invictus (dotato di TouchScreen per un’operatività garantita anche in assenza di monitor) ed Amigo (il più compatto).

2010: l’anno della scomparsa degli instant messenger

Il 2010 sarà ricordato come l’anno dell’iPad, più in generale della rivoluzione dei tablet PC, e dello storico sorpasso, in borsa, di Apple nei confronti di Microsoft.

Sarà sicuramente ricordato per l’avvento di Windows 7, non tanto per l’evento in se, quanto per la definitiva ammissione, da parte di Microsoft, del flop di Windows Vista.

Potrebbe però, rimanere negli annali anche come il momento in cui, dopo oltre un decennio, i così detti IM (Instant Messenger: Windows Live Messenger, ICQ, Yahoo Messenger!, AOL Instant Messenfer, etc…) furono inesorabilmente abbandonati, dal grande pubblico, per i più evoluti social network.

Twitter ha veramente ucciso MSN & Co? Forse è ancora troppo presto per dirlo ma, sicuramente, insieme a Facebook e altri social network, ha pesantemente inciso sulla decisa riduzione del traffico generato dagli IM negli ultimi anni.

Sembra, infatti, che, tale traffico, sia passato dal 13% del traffico internet totale del 2007 ad un più contenuto 5%.

Le ragioni di questa tendenza sono molteplici. Una delle principali è sicuramente l’incompatibilità tra i vari prodotti di messaggistica istantanea; la diffusione incontenibile dei telefoni cellulari prima e l’avvento di Skype dopo, sono sicuramente concause di indubbio peso.

Finalmente Office 2010, ma non per tutti…

Poteva, Microsoft, rilasciare un prodotto tanto atteso quanto apparentemente rivoluzionario senza tirarsi dietro critiche e perplessità? Evidentemente no…

E venne il giorno di Office 2010: nuove funzionalità, migliore usabilità, ma, soprattutto, accompagnato da una versione gratuita e fruibile via web!!! Si…se hai un account Windows Live! e, soprattutto, se utilizzi un sistema operativo Windows. L’applicazione che permette l’utilizzo della versione cloud del famosissimo strumento di produttività, infatti, esiste solo per i sistemi operativi prodotti a Redmond.

Se l’idea è quella di contrastare Google Docs (ma non solo lui), sempre più utilizzato come prodotto alternativo, fruibile attraverso un comune browser, alle tradizionali piattaforme Client (Microsoft Office, appunto, ma anche Sun OpenOffice, Lotus Symphony e Apple iWork), bhe, caro Ballmer, questa non è la strada migliore.

Tagliare fuori tutti gli utenti di sistemi operativi alternativi (OSX, linux e, prossimamente, Chrome OS) non sembra, almeno in apparenza, una mossa astutissima…vedremo.

Per non lasciare nulla al caso, insieme alla nuova versione di Office, arriva anche una rivisitazione dell’Office Live Workspace che, da oggi, diventa Windows Live SkyDrive e che dovrebbe garantire 25GB di spazio ad ogni utente; non male…

Peccato che molti siano obbligati ad utilizzare Google Docs, Zoho o altri strumenti on-line.

Il miglior supporto tecnico? Quello di Apple!

MacBook ProQuesto è quello che accade quando la stessa azienda si preoccupa di produrre hardware, sistema operativo e porzioni importanti di software. A Dell il premio per il maggiore numero di PC desktop prodotti; a Lenovo quello per i laptop.

Secondo il report presentato da Consumer Reports, infatti, sembra che:

  • Apple abbia superato i contendenti sia per quanto riguarda l’assistenza su computer da scrivania che su portatili
  • Dell e Lenovo si siano aggiudicati il titolo di miglior venditore rispettivamente di Desktop e portatili
  • Acer sia tra i peggiori quando si tratta di risolvere i problemi degli utenti

Chiaramente le colpe vano un po’ distribuite: quando si acquista un iMac o un MacBook Apple deve preoccuparsi di far girare bene le proprie applicazioni su sistemi hardware che conosce perfettamente; non è detto che Acer possa garantire ai propri clienti la stessa disponibilità di Microsoft a verificare il proprio software su tutti i possibili componenti disponibili sul mercato…certo, poi, Dell, Fujitsu ed in parte anche HP dovrebbero avere problemi molto simili.

Questo quindi non giustifica l’incapacità del supporto Acer di risolvere anche i problemi legati al proprio hardware!

Secondo quanto emerge dal sondaggio già citato, quindi, piuttosto che rivolgersi ad Acer, sembra convenga ingegnarsi ed assemblare un PC autonomamente…salvo poi dover combattere con incompatibilità varie e alchemiche disfunzioni della nostra versione Windows preferita…

Consiglio: installiamo linux!