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Google Apps: cloud computing per tutti

Si parla molto di cloud computing e delle potenzialità di questa nuova metodologia, così come grande timore generano le poche garanzie che l’affidarsi completamente a tecnologie altrui implica inevitabilmente. Esiste una soluzione economica e collaudata per sperimentare personalmente le opportunità del cloud computing?

Certamente; e sono molte.

Naturalmente ci si può affidare a giganti che promettono risparmi certi, sicurezza assoluta e performance incredibili (Microsoft, Amazon, SalesForce, RackSpace, per citarne alcuni), oppure si può puntare su realtà meno note, ma comunque esperte e su soluzioni ben sperimentate e già largamente utilizzate oltreoceano: Google Apps.

La soluzione premium garantisce affidabilità uniche, grazie a data-center ridondati e alle competenze tecnologiche di google e permette di verificare le reali sinergie tra business e cloud computing.

La soluzione standard, chiaramente dedicata ad aziende piccole e meno esigenti dal punto di vista dell’affidabilità, è, comunque, un ottimo punto di partenza per qualunque tipo di valutazione.

Google Apps, configurato e gestito a dovere, diventa in breve tempo, la tecnologia principale su cui basare l’operatività quotidiano di tutte le aree aziendali, grazie a strumenti di uso comune, integrati ed efficienti:

  • Gmail, la posta elettronica di google
  • Talk, per comunicare con i colleghi senza dover installare software aggiuntivi (MSN o altri IM)
  • Calendar, per pianificare attività,  riunioni e conferencce call e condividere gli appuntamenti più importanti
  • Docs, per lavorare online su documenti di testo, fogli di calcolo e presentazioni, azzerando le spese per licenze e supporto Microsoft
  • Sites, per la gestione semplice e potente di intranet ed extranet

Per maggiori informazioni: solutions.luton.it

Finalmente Office 2010, ma non per tutti…

Poteva, Microsoft, rilasciare un prodotto tanto atteso quanto apparentemente rivoluzionario senza tirarsi dietro critiche e perplessità? Evidentemente no…

E venne il giorno di Office 2010: nuove funzionalità, migliore usabilità, ma, soprattutto, accompagnato da una versione gratuita e fruibile via web!!! Si…se hai un account Windows Live! e, soprattutto, se utilizzi un sistema operativo Windows. L’applicazione che permette l’utilizzo della versione cloud del famosissimo strumento di produttività, infatti, esiste solo per i sistemi operativi prodotti a Redmond.

Se l’idea è quella di contrastare Google Docs (ma non solo lui), sempre più utilizzato come prodotto alternativo, fruibile attraverso un comune browser, alle tradizionali piattaforme Client (Microsoft Office, appunto, ma anche Sun OpenOffice, Lotus Symphony e Apple iWork), bhe, caro Ballmer, questa non è la strada migliore.

Tagliare fuori tutti gli utenti di sistemi operativi alternativi (OSX, linux e, prossimamente, Chrome OS) non sembra, almeno in apparenza, una mossa astutissima…vedremo.

Per non lasciare nulla al caso, insieme alla nuova versione di Office, arriva anche una rivisitazione dell’Office Live Workspace che, da oggi, diventa Windows Live SkyDrive e che dovrebbe garantire 25GB di spazio ad ogni utente; non male…

Peccato che molti siano obbligati ad utilizzare Google Docs, Zoho o altri strumenti on-line.

Cloud Security Alliance

cloud security allianceQuesto è il nome del consorzio che rivoluzionerà il concetto di tecnologia e il nostro modo di concepire le infrastrutture informatiche?

Probabilmente si, se consideriamo i nomi delle aziende membri della C.S.A.: Novell, Microsoft, Dell, Rackspace, HP, Intel, Cisco, McAfee, Salesforce.com, Symantec…per citarne alcune.

La nuova alleanaza (questa definizione ha un non so cosa di biblico…) ha annunciato una iniziativa “non sponsorizzata” per lo sviluppo degli standard e della certificazione relative a sicurezza, conformità ed altre best practice dedicati al mondo del Cloud Computing.

Chi utilizza internet come strumento per fare business (e non solo per promuoverlo), così come che il proprio business lo basa sull’infrastruttura tecnologica, guarda sempre con un po’ di diffidenza alla nuova frontiera dei Cloud, ritenuti, da molti, ancora un esperimento con grandi carenze soprattutto in termini di sicurezza, garanzie e, soprattutto, esperienza.

La Cloud Security Alliance (C.S.A.), formata da consulenti, esperti e aziende si propone, già dal 2008, di colmare tali lacune.

Per saperne di più: informationweek.com/

Visualizzare file di ogni tipo…con il browser?

Box.netBox.net, dopo l’acquisto di una piccola società (Increo) avvenuto lo scorso anno, lancia un servizio online per la visualizzazione di documenti.
Lo strumento permette l’apertura,  tramite browser, di oltre 20 formati tra i quali documenti office, immagini (incluso Photoshop), audio e video.
Non è certo originalissimo (qualcosa di simile già lo fanno Scribd e DocStoc) ma promette bene. In questo modo sarà più semplice condividere file con amici e colleghi senza dover necessariamente installare software aggiuntivi.

Cloud Computing

how cloud computing works

Il cloud computing, da non confondere con grid computing, utility computing o autonomic computing, comporta l’interazione di diverse risorse generalmente virtualizzate.

Il cloud computing è spesso fornito come servizio su Internet, in genere sotto forma di infrastracture as a service (IaaS), Platform as a service (PaaS), o Software as a Service (SaaS).

Le applicazioni del cloud consentono alle aziende (soprattutto in fase di startup) l’erogazione dei propri siti/servizi senza dover affrontare spese per l’acquisto, la gestione, e la manutenzionere di una infrastruttura fisica; In particolare garantisce una scalabilità semplice e relativamente meno impegnativa da un punto di vista economico…

L’elasticità (caratteristica principale del cloud computing) offre a chi decide di utilizzare server in cloud la possibilità di promuovere i propri siti in modo aggressivo, senza preoccuparsi dell’eventuale improvviso aumento di traffico…

Ma poi capita che un’azienda “leader nel settore”, rackspacecloud.com, ha un problema di rete e crea disservizi a tutti i clienti che hanno scelto il Cloud Computing proprio per ridurre al minimo i malfunzionamenti.

Secondo TechCrunch non è la prima volta che capita e, cosa ancor più imbarazzante, sembra non essere un evento così raro…